Matteo Cosmi, la crescita del mercato economico-finanziario dedicato ai minibond e strumenti partecipativi

Il settore legato agli strumenti di finanziamento alternativi, quali minibond e cambiali finanziarie, nel corso degli ultimi anni ha acquisito un’importanza sempre maggiore, in particolare per quanto concerne  il mercato delle piccole e medie imprese italiane.

Uno dei principali fattori che hanno fortemente influenzato la crescita è sicuramente rappresentato dalla grande evoluzione avvenuta in ambito normativo e, secondo quanto emerso dallo studio effettuato da Eidos Partners e Bureau van Dijk, nella seconda metà del 2014 l’intero mercato di riferimento ha fatto riscontare una grande crescita mettendo in luce le principali aziende che già stanno ricorrendo all’utilizzo di questi strumenti. Il mercato dei minibond presenta inoltre uno sviluppo esponenziale anche per quanto riguarda il lato della domanda, nonostante nel nostro Paese rappresenti ancora un veicolo di investimento relativamente nuovo. Sulla base di iniziative di fondi di minibond annunciate e quelle già operative in Italia si raggiunge la cifra di 30, con una raccolta target variabile tra i 100 e i 500 milioni di Euro, raggiungendo la cifra potenziale di 5-6 miliardi, a fronte di emissioni pari a meno di un miliardo di Euro.

Questi nuovi veicoli, almeno nella maggior parte dei casi, si compongono di specifici criteri di investimento basati su appositi indici economico patrimoniali, tra cui il principale e maggiormente utilizzato risulta il rapporto tra Posizione Finanziaria Netta (PFN) ed Ebitda, il cui valore massimo è solitamente stabilito in 5 volte, pur senza tener conto di diversi aspetti legati ai vincoli quantitativi, al livello di marginalità e di patrimonializzazione. Quando vengono effettuate le valutazioni di idoneità delle imprese sarebbe doveroso prestare una particolare attenzione ad alcuni fattori, quali il settore di provenienza e il posizionamento competitivo nel mercato della società, il livello di internazionalizzazione raggiunto, il management e la corporate governance, la presenza o meno di un controllo per la gestione sia operativa sia contabile, le voci dell’attivo di bilancio e se si disponga di marchi e brevetti in grado di garantire maggiore valore all’impresa intera.

Queste valutazioni sono supportate, ad esempio, dall’analisi delle società che hanno già emesso minibond e operanti all’interno del settore delle energie rinnovabili, il cui indice raggiunge circa il valore di 7,3 volte e quindi decisamente superiore ai livelli massimi indicati. Anche le emissioni effettuate all’interno del settore agro alimentare, concentrate quasi esclusivamente nel Nord Est Italia, presentano un indice PFN/Ebitda medio pari a circa 6 volte nel 2013, in particolare per quanto concerne l’ambito vitivinicolo. È quindi evidente che l’utilizzo di linee guida di investimento troppo rigorose non risulta efficace per gli investitori, ma sono necessari criteri più flessibili che tengano conto delle marginalità dei diversi settori, dei livelli di investimento in immobilizzazioni immateriali e materiali, internazionalizzazione, finanziamenti dei soci assimilabili ad equity, oltre ai criteri precedentemente citati.

Matteo Cosmi, la crescita del mercato economico-finanziario dedicato ai minibond e strumenti partecipativiultima modifica: 2015-03-27T19:02:34+00:00da matteo-cosmi
Reposta per primo quest’articolo

About

Lascia un commento